Descrizione
Un documento umano immensamente affascinante che, come storia di un caso, ha un profondo e benefico effetto sul pensiero medico e scientifico permettendo di avere un concetto più ampio e generoso di cosa significa essere «autistici».
Attraverso le parole dell'autrice, possiamo e rivivere Temple da bambina e con lei:
- percepire il caos e il terrore di questa infanzia piena di paura, lo spettro incombente della prospettiva di essere segregata per tutta la vita;
- apprendere i primi rudimenti del linguaggio verbale;
- rivivere i suoi primi giorni di scuola e il suo completo fallimento nel capire e nell'essere capita dagli altri bambini.
Con commovente semplicità e candore riflette sulla sua natura e la esplora, una natura che è per lei sostanzialmente concreta e visiva. Pensare in immagini è uno studio di identità, è un libro profondamente toccante e affascinante perché fornisce un ponte tra il nostro mondo e il suo e ci permette di gettare uno sguardo dentro un tipo di mente totalmente differente.
Temple non tinge di rosa l'autismo, né minimizza quanto il suo autismo l'abbia esclusa dalla giostra sociale, dai piaceri, dalle gratificazioni e dalla compagnia che per molti di noi possono costituire buona parte di quella che chiamiamo vita; tuttavia ha una consapevolezza forte e positiva del suo essere e del suo valore e di come l'autismo, paradossalmente, possa avere contribuito in questo senso.
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