Descrizione
Così dormiva Turandot. "Tutta la silloge sembra permeata da un'ossessiva idea del tragico che richiama i sapori della tragedia greca: tale sentimento si esprime innanzitutto come contrasto tra volontà e destino, libertà e necessità: "Mi sforzo di quietarmi, / di far somigliare a una morte / ogni mio stendersi di palpebre" (Mi sforzo di quietarmi...). Questo sembra essere il conflitto maggiore che affligge l'animo dello Spadiliero, assunto idealmente a controfigura dell'eroe ellenico. I componimenti sono popolati da un io stanco, provato, "Incespica l'individuo e sbanda" (Io), "Tacito io vago, tacito scoloro" (Raduno di gufi); spesso egli sembra attendere una fine portatrice di serenità, non in prospettiva escatologica, perché, per quanto ci provi, il poeta non riesce a "scovare un tempio" (Tu non sai scovare un tempio), bensì come sollievo da un dolore esistenziale insopportabile, scaturito da una scomoda sensibilità che costringe a vedere "tutto e troppo", senza riuscire a serrare gli occhi dietro spilli di indifferenza. "Talvolta l'unico aguzzino / è chi concede impone / l'ennesima occasione"." (Sphynx).
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13:9788856719475
ISBN-10:8856719479
Titolo:Così dormiva Turandot
Autore: Alessandro Spadiliero
Editore:Gruppo Albatros Il Filo
Data Pubblicazione:2010
Collana:Nuove voci
Pagine:225
Genere:letteratura italiana: testi
Classificazione:Raccolte di poesia di singoli poeti





