Descrizione
Gli educatori devono affrontare la sfida cruciale di ridefinire il loro ruolo nella società attuale, nella quale i giovani vivono una profonda incertezza rispetto al loro futuro, i progetti a lungo termine sono
diventati più difficili, le norme tradizionali sono meno autorevoli e flussi sempre più cospicui di persone hanno creato comunità variegate in cui culture differenti si ritrovano a vivere fianco a fianco, senza
più essere unite dalla convinzione che laltro verrà prima o poi assimilato alla «nostra» cultura.
Ma per quanto limitati possano apparire i poteri trasformativi del sistema educativo esistente, a sua volta irretito nei meccanismi consumistici, sopravvivono in esso sufficienti poteri trasformativi per annoverarlo tra i fattori più promettenti di unautentica «rivoluzione culturale».
Posti di fronte alle sconcertanti caratteristiche del nostro mondo liquido moderno, molti giovani tendono a ritirarsi, in alcuni casi nella rete, in giochi e relazioni virtuali, in altri casi nellanoressia, nella depressione, nellabuso di alcol o droghe, nella speranza di proteggersi così da un universo oscuro e vorticoso.
Altri, invece, si lanciano in forme di comportamento più violento come le guerre tra bande o i saccheggi perpetrati da chi si sente escluso dai templi del consumo ma è avido di partecipare al rito «liturgico». Tutto questo avviene mentre i nostri politici restano a guardare, distratti e indifferenti.
In questo breve libro Zygmunt Bauman, il più grande teorico sociale della nostra contemporaneità, qui in conversazione con Riccardo Mazzeo, un intellettuale suo amico, riflette sulla situazione delle ragazze e dei ragazzi di oggi e sul ruolo delleducazione e degli educatori in uno scenario dove le certezze dei nostri predecessori non possono più essere date per scontate.





