Descrizione
Il Canto delle idee. Leopardi fra «Pensiero dominante» e «Aspasia». Leopardi rifiuta presto le idee innate di Platone, dissolvendo con queste ogni fede nell'assoluto. E tuttavia, di questo stesso principio continua a sentire la seduzione - tentando di sfiorarlo - pur nell'impossibilità di attingerlo. Dentro la riflessione e la scrittura leopardiana permane forte e ineliminabile il fascino di alcune favole platoniche: il mito dell'anima alata del Fedro, quello di Prometeo nel Protagora, e soprattutto il racconto sull'amore che occupa l'intero Simposio. Questo libro cerca le tracce di un Platone accolto e insieme - anche dolorosamente - negato, nello "Zibaldone", nelle "Operette morali" e - soprattutto - nella poesia dei "Canti". Platone, definito da Leopardi "il più profondo, più vasto, più sublime filosofo di tutti essi antichi che ardi concepire un sistema il quale abbracciasse tutta l'esistenza", resta così per lui un punto fermo con cui misurarsi, intrecciandosi con altri temi e autori - fra antichi e moderni - quali Chateaubriand, Montesquieu, il sublime dello Pseudo-Longino e della Bibbia, Epitteto: nella scia di una persistenza e necessità dell'illusione che è figura stessa della persistenza dell'eros, del desiderio. (Presentazione di Alberto Folin; nota di Gilberto Lonardi)
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13:9788831798372
ISBN-10:8831798375
Titolo:Il Canto delle idee. Leopardi fra «Pensiero dominante» e «Aspasia»
Autore: Massimo Natale
Editore:Marsilio
Data Pubblicazione:2009
Collana:Saggi
Pagine:164
Genere:letteratura italiana: critica
Classificazione:Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1800 al 1900
Argomento :Leopardi, Giacomo





