Descrizione
Metafisica e storia della metafisica. Vol. 30: Metafisica e violenza. Che la metafisica sia violenta è diventata oramai una 'vecchia storia'. Nondimeno essa circola sempre sotto nuove spoglie. Oggi la metafisica sembra accusata di violenza, soprattutto perché ostacolerebbe la percezione della 'finitezza'. Come se si potesse determinare la 'finitezza', senza dare significato (fosse pure semplicemente negativo) anche a ciò che ad essa assolutamente si oppone, ossia all'infinità. Paradossalmente, è proprio la storia della metafisica a contenere nel proprio patrimonio teorico la messa a tema della determinazione del 'finito'. Ogni buon metafisico sa, infatti, che la posizione di ciò che oltrepassa il finito implica necessariamente la posizione del finito come tale. Anzi, questa è per lui la maggiore 'fatica del concetto'. La metafisica, in sé e per sé, non c'entra nulla con la violenza, perché è una realtà di un altro ordine. La metafisica è un teoria, la violenza è una pratica. E si possono usare le teorie più vere per le pratiche più aberranti. Provvede un essere umano, nella sua libertà, a far da tramite. La metafisica è solo il guadagno di questa fondamentale e semplice convinzione, che lo strato infinito dell'essere, che necessariamente si dà (Parmenide), trascende infinitamente il finito. Proprio questa convinzione può rendere ineseguibile la 'cortocircuitazione' della soggettività e del senso dell'Intero, che è la vera radice della umana violenza.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13:9788834314791
ISBN-10:8834314794
Titolo:Metafisica e storia della metafisica. Vol. 30: Metafisica e violenza
Sottotitolo:Metafisica e violenza
Autore: Vigna C. (cur.) , Bettineschi P. (cur.)
Editore:Vita e Pensiero
Data Pubblicazione:2008
Collana:Ricerche. Filosofia
Pagine:XIV-274
Genere:metafisica
Classificazione:Filosofia: metafisica e ontologia





