Descrizione
Il seminario. Libro XVIII. Di un discorso che non sarebbe quello del sembiante. Il "discorso" di cui si tratta nel seminario del 1970 è doppio: è quello della possibile formalizzazione della psicoanalisi, ed è quello della produzione di senso (nell'esperienza della "lettera" o del significante che si fa nell'analisi, e di plus-de-jouir, nell'esperienza comune, in particolare in quella amorosa); tutti temi che riecheggiano sulla pagina come effetto di quegli anni di contestazione e femminismo. Attraverso l'individuazione di quattro posti (agente/verità; altro/produzione) e dei quattro operatori (soggetto sbarrato, significante-padrone, sapere, plus-godimerito), che nella loro combinatoria danno luogo ai quattro discorsi introdotti nel corso del Seminario dell'anno prima (del padrone, dell'isterico, dell'universitario e dell'analista), Lacan cerca di mostrare come solo al discorso analitico riesca di non essere un discorso da "sembiante", ovvero di "finta causa". Solo il discorso analitico, infatti, riesce a disfare le illusioni che si generano dal ritenere, sia pure in forme diverse, che vi sia una realtà prediscorsiva, e che il linguaggio, a sua volta, organizzi un universo entro il quale si genererebbe una relazione fissa e definitiva tra i quattro posti (e gli operatori che li occupano).
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13:9788806202422
ISBN-10:8806202421
Titolo:Il seminario. Libro XVIII. Di un discorso che non sarebbe quello del sembiante
Autore: Jacques Lacan , Di Caccia A. (cur.)
Editore:Einaudi
Data Pubblicazione:2010
Collana:Piccola biblioteca Einaudi. Big
Pagine:200
Genere:psicologia
Classificazione:Teoria psicoanalitica (psicologia freudiana)
Argomento :Psicoanalisi





